Lo SportBiz del futuro: Fans x Tech x Sponsor

Copertina Lo SportBiz del futuro FxTxS...

Lo sport sta giocando la sua partita più difficile degli ultimi 50 anni legata al caos degli annullamenti e degli spostamenti dei più grandi eventi sportivi del 2020.

Un domino incredibile scatenato dalla pandemia diffusasi velocemente in più di 181 Paesi nel mondo che ha sostanzialmente fermato lo sport professionistico. Inizialmente si è provato a giocare a porte chiuse, poi, sono stati imposti divieti ai giocatori di fare autografi e selfie, infine, l’inevitabile stop di tutto lo sport per garantire la salute pubblica.

E, in alcuni casi, come per il GP di Australia di Formula1, quando lo stop è arrivato, il weekend di gara era sostanzialmente iniziato, con i box allestiti e i piloti pronti ad entrare in pista.

Molti atleti sono risultati positivi al COVID-19 che non ha fatto differenze tra i vari sport, coinvolgendo Juventus, Fiorentina e Sampdoria in Serie A, Utah Jazz in NBA, Real Madrid nella Liga spagnola, il capo allenatore dell’Arsenal in Premier League, un membro del team McLaren in Formula1 e, purtroppo, la lista si aggiorna continuamente.

Il torneo NCAA, che non è mai stato interrotto sin da quando è partito nel 1939, resistendo perfino alla Seconda Guerra Mondiale, è stato annullato per la prima volta nella storia.

Ma, tra qualche settimana, quando l’emergenza sarà finita, si ritornerà a giocare e si tornerà in pista.

Come sarà la ripresa dello sport professionistico?

In questo momento, le figure di spicco dello sport mondiale, sono impegnate a ridisegnare calendari ed incastrare partite e gare per far proseguire, al meglio possibile, tutti i vari campionati. Si susseguono comunicati stampa che aggiornano di giorno in giorno la previsione di riprendere le attività. Quando si ritornerà in campo, gli scenari possibili sono sostanzialmente 3:

  1. eventi a porte chiuse per il periodo immediatamente successivo alla fine dell’emergenza;
  2. una sorta di distanziamento sociale ovvero sport aperto al pubblico ma con limitazioni per garantire il rispetto di precauzioni per limitare il diffondersi del virus. In altre parole, un ripetersi di ciò che è accaduto dopo gli attentati dell’11 settembre: in quell’occasione, abbiamo visto restrizioni e controlli legati alla sicurezza, mentre, oggi, ci potrebbero essere regolamenti e norme che impongono il mantenimento di distanze di sicurezza, divieti di “contatto” con gli atleti per spettatori, procedure per igienizzare stadi e palazzetti prima degli incontri, spogliatoi con accesso controllato, utilizzo di mascherine e guanti e così via.
  3. ritorno alla normalità ovvero la situazione in cui non ci sono provvedimenti di alcun tipo e assistere dal vivo ad un evento sportivo è esattamente identico al periodo pre-pandemia.

E’ impossibile dire, oggi, quale di questi scenari si verificherà e quali decisioni verranno prese; probabilmente alcuni campionati inizieranno in un modo e finiranno in un altro, alcuni accorceranno il calendario, altri lo allungheranno e altri ancora saranno posticipati di un anno come è accaduto per EURO 2020.

Quel che è certo è che lo sport riprenderà il suo corso.

E quel che è altrettanto certo, è che non sarà più lo sport che conosciamo: questo periodo di stop forzato, ha provocato e provocherà in futuro degli effetti notevoli sullo sport business mondiale, con ripercussioni che modificheranno profondamente l’intero sistema.

La più grande crisi per lo sport mondiale?

E’ quasi dato per certo dalle più importanti società di consulenza strategica che la pandemia avrà un effetto catastrofico sulle sponsorizzazioni. La gestione dei contratti in essere non rispettati a causa della pandemia, provocherà un effetto a catena che si ripercuoterà su club e leghe. Il crollo delle sponsorizzazioni nei prossimi mesi è previsto sostanzialmente da tutto il mondo dello sport business.

Questo avviene in un panorama commerciale dello sport che era già in uno stato di incertezza dovuto all’interruzione del modello Pay-TV che aveva drasticamente ridotto le entrate. Ma, ora, che gli effetti economici negativi del virus Covid-19 sono realtà, il mondo dello sport si trova costretto a ripensare l’intero modello commerciale e finanziario esistente.

E’ molto probabile che la maggior parte dei brand avrà già messo in pausa (o la farà nei prossimi giorni) qualsiasi trattativa di sponsorizzazione in corso relativa sia a rinnovi che a nuovi investimenti.

Ma quando si tocca il fondo, le teorie economiche ci insegnano che ci sarà una ripartenza: e, allora, come dobbiamo immaginarci lo sport business post COVID-19?

Fans x Tech x Sponsor

Dopo essermi confrontato con la community sport business a livello mondiale, ho identificato le 3 priorità che ciascuna lega sportiva, ogni club fino ad arrivare al singolo atleta professionista deve avere per ripartire con il piede giusto:

  1. FANS: i fans sono il più grande asset dell’industria dello sport e, per ripartire, bisogna cominciare proprio mettendo il fan al centro delle strategie a breve, medio e lungo termine. Lo ripeto da tempo, ma i FANS non sono i FOLLOWERS. In questo periodo di stop forzato dello sport mondiale, è emerso chiaramente come, durante gli ultimi anni, lo sport si sia disinteressato a voler conoscere i propri fan. E così, quando le competizioni si sono fermate, tutti si sono trovati in estrema difficoltà dovendo partire da zero per realizzare una qualsiasi attività che potesse tener viva l’attenzione e l’entusiasmo dei fan a campionati fermi. Alcune leghe e club, ma anche singoli campioni, non sono riusciti a capire l’importanza di creare una relazione con i propri tifosi che fosse indipendente dalla piattaforma social utilizzata. E abbiamo assistito a silenzi “assordanti” o a potenziali scivoloni per compiacere i followers, ma mettendo a dura prova la passione dei veri fan dello sport. Nessuno ha mai provato a chiedere ad un fan se gli interessa più un’esibizione ai fornelli quanto piuttosto la possibilità di avere un dietro le quinte degli spogliatoi o un approfondimento tecnico. Mettere i fan al centro, capire cosa vogliono e raggiungerli utilizzando diverse tecnologie facendoli sentire speciali, come se la relazione fosse diretta e personalizzata per ognuno di loro è l’unico modo che consente di creare valore condiviso per l’industria dello sport ed i fans.
  2. TECNOLOGIA: tecnologia e sport saranno sempre più correlati e l’impatto riguarderà, non solo le performance sportive, ma anche la solidità e la crescita del modello di business. Dalla nascita di Facebook, passando per Instagram e arrivando a TikTok, i social sono stati ampiamente utilizzati per ingaggiare i Followers (non i veri fans): lo sport, ora, deve acquisire la consapevolezza che queste piattaforme hanno limiti ed algoritmi che vanno sempre più nella direzione di creare valore più per le piattaforme stesse che per i loro utenti. A cosa serve avere una pagina Facebook con 40 milioni di followers se poi quei followers non si conoscono, non si sa se sono veri profili o fake o solo dormienti e, per di più, per raggiungerli tutti, bisogna anche pagare? Mi aspetto la nascita e la crescita di nuove piattaforme che sono realizzate ad hoc per coinvolgere i fans e al tempo stesso creare opportunità di business per tutti gli stakeholders coinvolti. Oggi, in Italia, solo la Juventus ha un Chief Innovation Officer: alla ripartenza, la tecnologia diventerà una delle voci di spesa maggiori per la sport industry e risorse specializzate in Sport-Tech ricopriranno ruoli di vertice all’interno delle organizzazioni sportive.
  3. SPONSOR: gli sponsor avranno un ruolo sempre più centrale nello sport business futuro. E non soltanto per avere visibilità o per associare il proprio nome a quello dello stadio. Ma soprattutto, perchè torneranno ad essere un pilastro fondamentale su cui si basa il modello economico dello sport e perchè avranno un ruolo centrale nelle attivazioni e nel coinvolgimento dei fan. Questo periodo di stop, ha visto l’incapacità degli sponsor di reagire tempestivamente ad una situazione imprevista ma che poteva essere sfruttata decisamente meglio considerando il tempo speso a casa dai fan e il fermo forzato da impegni e allenamenti di atleti. Sponsor, club e atleti lavoreranno insieme per trovare soluzioni che massimizzino il valore creato dalla sponsorizzazione e, contemporaneamente, il coinvolgimento dei fan, ripensando anche alla struttura dei contratti e lo sfruttamento dei diritti di immagine dei campioni che, molte volte, impongono limiti severi che, si è visto, non portano beneficio a nessuno.

E allora, riassumendo, lo sport business dei prossimi anni avrà:

i fans al centro, ingaggiati e coinvolti con le più avanzate tecnologie sviluppate dalla sport industry con il contributo fondamentale degli sponsor.

Leave a comment

error

Seguici sui nostri canali social per rimanere aggiornati sulle novità del nostro settore