I concerti live riprenderanno nel 2021. Serve un nuovo piano di monetizzazione

un immagine di un eventuale concerto drive in

I grandi concerti sono stati posticipati al 2021. Trovare nuove tipologie di intrattenimento e monetizzazione per il mondo della musica sarà essenziale

Miami Festival e Rockit hanno realizzato un’indagine che ha coinvolto più di 14 K persone sulle diverse ipotesi che ruotano attorno al mondo dei concerti live

Esattamente 14.912 persone hanno espresso la propria opinione su diverse domande inerenti al futuro dei concerti di musica, dei festival e quindi del futuro dell’intrattenimento musicale.

Il campione di persone coinvolte rappresenta un target composto per il 70% da ragazzi sotto ai 35 anni, suddivisi tra diverse generazioni, quindi dai millennials, alla generazione Z sino alla X.

Non solo music addicted in questa indagine, ma anche quelli che vengono più comunemente definiti ascoltatori di musica casual.

Il sondaggio è stato realizzato per provare a intuire quello che è il sentiment e l’opinione del pubblico in merito al mercato dell’industria della musica e quello che si aspettano i fan in un futuro altamente incerto. I risultati, una volta studiati con cura, probabilmente daranno vita ad alcuni spunti di idee per far ripartire la macchina organizzativa della musica, un mondo che nonostante l’emergenza sanitaria dovrà riprendere il proprio flusso di eventi e di affari.

Quello che ne verrà fuori sarà una soluzione a metà tra le richieste e le aspettative che il pubblico nutre sul ritorno degli eventi live, e quello che organizzatori e talent potranno realizzare attenendosi alle norme sanitarie, stravolgendo il minimo possibile il tipo di show a cui eravamo abituati prima della pandemia.

Anche se l’impressione comune è che i concerti di musica live dopo il Covid-19 non saranno come prima.

Cosa si aspettano i fan dagli eventi di musica live dopo l’emergenza Covid?

Innanzitutto, una delle prime domande da porsi è: c’è voglia di concerti e musica live dopo il Covid?

Gli appassionati di musica live si dividono a metà tra un campione che avverte una certa voglia di tornare da subito a godersi un concerto live, e un’altra parte che pone condizioni precise per un ritorno spensierato sotto al palco.

Tra i più scettici, oltre al rispetto delle norme igieniche di base come mascherina e distanza di sicurezza tra uno spettatore e l’altro, emerge il desiderio di tornare ad un concerto quando l’emergenza Covid-19 sarà totalmente debellata e sarà presente sul mercato il nuovo vaccino.

La voglia di tornare al tipo di socialità e intrattenimento a cui eravamo abituati più di due mesi fa è elevata, ma ovviamente i dubbi e le perplessità emergono tra tutti i fan.

Dalle risposte di chi ha partecipato al sondaggio promosso da Miami Festival e Rockit emergono alcuni spunti che chi lavora in questa industria non dovrà sottovalutare.

L’obbligo di mascherina e distanziamento sociale sono condizioni che risultano accettate dai due terzi del campione protagonista del sondaggio.

Solo il 15% però sarebbe disposto a pagare una cifra del biglietto maggiore rispetto alla media di qualche mese fa, per sostenere l’introduzione di queste misure di sicurezza.

Addirittura, il 75% è convinto che non si tornerà a fruire di musica live prima del 2021, e in effetti gli intervistati ci hanno visto giusto, nonostante il sondaggio sia stato fatto prima che si decidesse ufficialmente per il posticipo all’anno prossimo.

Il 44.4% (6.618 persone) del campione ha individuato l’ipotesi di marzo 2021 come la data più probabile per tornare ad assistere di nuovo a un concerto live: esattamente un anno dopo lo scoppio della pandemia.

Quali sono le opzioni e come creare una nuova fonte di monetizzazione?

Se l’eventualità del concerto in streaming ha preso quota più di altre da subito, anche grazie a una diffusione precedente all’emergenza sanitaria, quella che ha fatto il proprio “debutto” tra le ipotesi per la musica live dopo il Coronavirus è l’idea “Concerto Drive-In”.

C’è curiosità e interesse dietro l’ipotesi concerto drive-in.

Seppur nessun spettatore conosce la fattibilità e le condizioni di questa ipotesi, la formula sembra attrarre il 64% del campione del sondaggio. Idea che convince soprattutto i giovanissimi (18 – 24 anni).

A questo punto, se le ipotesi streaming e drive-in saranno il futuro dei concerti dopo il Covid, gli organizzatori e le star della musica dovranno riadattare il proprio modello di monetizzazione e diversificare le entrate.

Per fare ciò questi soggetti dovranno sicuramente strutturarsi in termini di tecnologia digitale.

L’impossibilità del contatto e il divieto di assembramenti costringeranno gli organizzatori e il pubblico a digitalizzare al massimo i processi di acquisto (sia ticketing, merchandising e food). Per ottimizzare questi processi anche in ottica di business lungimirante, artisti e organizzatori dovranno dotarsi di un CRM (Custom Relationship Management) per poter segmentare con precisione le varie fasce di pubblico, conoscere al massimo i propri fan e quindi proporre in future azioni di marketing ad hoc per ogni singolo spettatore, così da massimizzare l’attività e la monetizzazione, senza invadere il proprio fan con un pubblicità sgradita.

Un altro aspetto importante da curare e su cui diversificare la monetizzazione è la parte di memorabilia e merchandising.

I concerti e la musica live dopo l’emergenza Covid saranno sicuramente un’esperienza diversa e alternativa.

Per ora la certezza è che il concerto come lo avevamo imparato a conoscere da sempre, sarà rinviato al 2021, ma non è ancora chiaro se si tenteranno soluzioni come quelle elencate prima.

Qualsiasi innovazione che potrà essere utile a migliorare l’esperienza dei fan o a renderla maggiormente fedele a quella di qualche mese prima dello scoppio della pandemia, sarà vista come una opportunità di valore per tutti i soggetti coinvolti.

Una nuova frontiera sarà la memorabilia digitale: autografo dell’artista o cartolina digitale dell’evento autenticate con tecnologia blockchain saranno la soluzione per fidelizzare e monetizzare i fan.

La soluzione con memorabilia digitale inoltre si presta alla perfezione sia per un concerto in live streaming che uno drive-in. Grazie alla geolocalizzazione sarà possibile inviare contenuti esclusivi (come l’autografo appunto) solo ai fan presenti in una determinata area geografica (la location del concerto), così da amplificare l’esperienza degli spettatori e garantire un livello di status maggiore a questi ultimi.

Non è poi da sottovalutare l’idea di business che stanno prendendo in considerazioni molti players della musica e dello sport. Le disposizioni sanitarie obbligatorie come l’uso della mascherina possono diventare un’occasione per dare colore e personalizzazione ad un oggetto non proprio riconducibile ad un concerto. Questo tipo di “nuovo” merchandising personalizzato potrà essere venduto e collezionato dal pubblico che è stato precedentemente selezionato e identificato nel nostro CRM.

Molte delle nuove soluzioni di monetizzazione di cui abbiamo parlato possono essere intraprese con le possibilità e i servizi che offriamo con Stargraph.

Stargraph è la piattaforma di fan engagement che ti permette di monetizzare e di portare a un livello superiore la fan experience.

Contattaci per ragionare su una soluzione pensata per le tue esigenze.

 

Leave a comment

error

Seguici sui nostri canali social per rimanere aggiornati sulle novità del nostro settore